Negli ultimi mesi, numerose segnalazioni hanno sollevato l’attenzione su PicRights Italia, una società attiva nel settore della gestione e rivendicazione dei diritti d’autore su immagini fotografiche online. Diversi utenti, tra cui privati, associazioni e piccoli enti no profit, hanno ricevuto comunicazioni standardizzate con richieste di pagamento per presunte violazioni di copyright.
L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti (ADICU APS) ha deciso di intervenire formalmente, presentando un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Parallelamente, Chirurgia Digitale ha condotto una verifica autonoma, evidenziando ulteriori elementi che meritano attenzione.
PicRights opera per conto di agenzie fotografiche e detentori di diritti, inviando richieste economiche a chi utilizza immagini senza licenza. Tuttavia, le modalità con cui queste richieste vengono formulate hanno sollevato dubbi di legittimità e correttezza.
ADICU APS ha segnalato i seguenti punti critici:
L’Autorità AGCM ha già affrontato casi simili, come Estesa Limited (PS10629) e Registro Italiano in Internet (PS9354), sanzionando pratiche scorrette analoghe.
La redazione di Chirurgia Digitale ha svolto verifiche dirette sulla sede dichiarata di PicRights Italy S.r.l. a Bergamo, in Via Sant’Orsola 9. Durante il sopralluogo non è stato riscontrato alcun campanello, targa o segnalazione riconducibile all’azienda.
L’analisi di altre sedi dichiarate, tramite Google Street View, ha rivelato che alcune risultano collocate presso negozi o addirittura in corrispondenza di incroci stradali. Un aspetto quantomeno insolito per una società che si presenta come un punto di riferimento nella tutela del copyright.
Inoltre, dalla consultazione del registro imprese del Regno Unito, emerge che PicRights UK non risulta avere dipendenti. Questi elementi, seppur non costituiscano di per sé una prova di illecito, alimentano dubbi sulla trasparenza e solidità operativa.
Generalmente, PicRights Italia invia comunicazioni via email (o PEC) segnalando un presunto utilizzo non autorizzato di una fotografia. Alla comunicazione segue la richiesta di un pagamento forfettario per chiudere la questione senza ulteriori azioni legali.
Tuttavia, secondo le segnalazioni, in molti casi:
La Legge n. 633/1941 tutela il diritto d’autore e prevede sanzioni per chi utilizza opere senza autorizzazione. Tuttavia, le modalità di rivendicazione devono essere trasparenti, proporzionate e supportate da prove.
In particolare, il Codice del Consumo vieta comportamenti aggressivi o ingannevoli nei confronti del consumatore medio. Un’eventuale richiesta di pagamento deve essere chiara, motivata e verificabile.
Chi riceve una comunicazione da PicRights Italia dovrebbe:
ADICU APS ha annunciato l’intenzione di:
Queste azioni mirano a bilanciare la tutela del diritto d’autore con la protezione di utenti deboli, enti non profit e piccole realtà.
Il caso PicRights Italia rappresenta un campanello d’allarme su come la tutela del copyright possa essere gestita. Difendere i diritti degli autori è fondamentale, ma ciò non deve tradursi in richieste standardizzate e poco trasparenti rivolte a soggetti che potrebbero aver agito in buona fede.
Chiunque riceva comunicazioni da PicRights dovrebbe mantenere la calma, raccogliere informazioni, richiedere prove e, se necessario, rivolgersi a professionisti. La trasparenza e il rispetto reciproco devono restare alla base di ogni procedura legata alla tutela del diritto d’autore.
Per maggiori informazioni vi riportiamo due link di approfondimento
Vi riportiamo inoltre un altro sito web di PicRights