PicRights Italia + AFP e le richieste di pagamento per violazione di copyright: cosa sapere e come tutelarsi su unaa consolidata strategia di trolling
Negli ultimi mesi, numerose segnalazioni hanno sollevato l’attenzione su PicRights Italia, una società attiva nel settore della gestione e rivendicazione dei diritti d’autore su immagini fotografiche online. Diversi utenti, tra cui privati, associazioni e piccoli enti no profit, hanno ricevuto comunicazioni standardizzate con richieste di pagamento per presunte violazioni di copyright.
L’Associazione per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti (ADICU APS) ha deciso di intervenire formalmente, presentando un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Parallelamente, Chirurgia Digitale ha condotto una verifica autonoma, evidenziando ulteriori elementi che meritano attenzione.
1. Perché PicRights è sotto osservazione
PicRights opera per conto di agenzie fotografiche e detentori di diritti, inviando richieste economiche a chi utilizza immagini senza licenza. Tuttavia, le modalità con cui queste richieste vengono formulate hanno sollevato dubbi di legittimità e correttezza.
ADICU APS ha segnalato i seguenti punti critici:
- Assenza di prova certa della titolarità dei diritti o del mandato ad agire per conto degli effettivi titolari (in potenziale violazione dell’art. 7 della Legge 633/1941 sul diritto d’autore);
- Condotte potenzialmente aggressive (artt. 24 e 25 del Codice del Consumo), con toni minacciosi e prospettazione di azioni legali immediate;
- Mancanza di trasparenza informativa sui siti collegati, con omissioni relative a identità del titolare, calcolo del danno e modalità di contestazione.
L’Autorità AGCM ha già affrontato casi simili, come Estesa Limited (PS10629) e Registro Italiano in Internet (PS9354), sanzionando pratiche scorrette analoghe.
2. Le verifiche di Chirurgia Digitale: uffici inesistenti e dubbi strutturali
La redazione di Chirurgia Digitale ha svolto verifiche dirette sulla sede dichiarata di PicRights Italy S.r.l. a Bergamo, in Via Sant’Orsola 9. Durante il sopralluogo non è stato riscontrato alcun campanello, targa o segnalazione riconducibile all’azienda.
L’analisi di altre sedi dichiarate, tramite Google Street View, ha rivelato che alcune risultano collocate presso negozi o addirittura in corrispondenza di incroci stradali. Un aspetto quantomeno insolito per una società che si presenta come un punto di riferimento nella tutela del copyright.
Inoltre, dalla consultazione del registro imprese del Regno Unito, emerge che PicRights UK non risulta avere dipendenti. Questi elementi, seppur non costituiscano di per sé una prova di illecito, alimentano dubbi sulla trasparenza e solidità operativa.
3. Come agisce PicRights: il meccanismo delle richieste di pagamento
Generalmente, PicRights Italia invia comunicazioni via email (o PEC) segnalando un presunto utilizzo non autorizzato di una fotografia. Alla comunicazione segue la richiesta di un pagamento forfettario per chiudere la questione senza ulteriori azioni legali.
Tuttavia, secondo le segnalazioni, in molti casi:
- L’uso dell’immagine è stato già rimosso o era di natura non commerciale;
- Non vengono fornite prove documentali complete sulla titolarità del diritto;
- Viene chiesto il pagamento senza emissione di regolare fattura, ma con semplice ricevuta.
4. Cosa dice la legge: diritto d’autore e tutele per i destinatari
La Legge n. 633/1941 tutela il diritto d’autore e prevede sanzioni per chi utilizza opere senza autorizzazione. Tuttavia, le modalità di rivendicazione devono essere trasparenti, proporzionate e supportate da prove.
In particolare, il Codice del Consumo vieta comportamenti aggressivi o ingannevoli nei confronti del consumatore medio. Un’eventuale richiesta di pagamento deve essere chiara, motivata e verificabile.
5. Come difendersi da richieste di PicRights Italia
Chi riceve una comunicazione da PicRights Italia dovrebbe:
- Non ignorare la comunicazione, ma nemmeno procedere a pagamenti immediati senza verifiche;
- Controllare la titolarità dei diritti e la legittimità del mandato dell’azienda;
- Richiedere documentazione completa sull’opera, la licenza e il calcolo del danno;
- Consultare un avvocato o un’associazione di consumatori come ADICU APS;
- Segnalare eventuali comportamenti scorretti ad AGCM e, se rilevanti, al Garante Privacy.
6. Il ruolo delle associazioni di consumatori
ADICU APS ha annunciato l’intenzione di:
- Proseguire con segnalazioni formali a Garante Privacy;
- Attivare strumenti collettivi di tutela e valutare class action in caso di condotte scorrette reiterate.
Queste azioni mirano a bilanciare la tutela del diritto d’autore con la protezione di utenti deboli, enti non profit e piccole realtà.
Le nostre Conclusioni
Il caso PicRights Italia rappresenta un campanello d’allarme su come la tutela del copyright possa essere gestita. Difendere i diritti degli autori è fondamentale, ma ciò non deve tradursi in richieste standardizzate e poco trasparenti rivolte a soggetti che potrebbero aver agito in buona fede.
Chiunque riceva comunicazioni da PicRights dovrebbe mantenere la calma, raccogliere informazioni, richiedere prove e, se necessario, rivolgersi a professionisti. La trasparenza e il rispetto reciproco devono restare alla base di ogni procedura legata alla tutela del diritto d’autore.
Per maggiori informazioni vi riportiamo due link di approfondimento
Vi riportiamo inoltre un altro sito web di PicRights